In 3 punti · Politica italiana

La nuova legge elettorale, in 3 punti

L'8 ottobre la Camera ha approvato in via definitiva la riforma che cambierà il modo in cui votiamo alle prossime elezioni politiche. Ecco come funziona, senza tifo.

Testo generato con IA, verificato sulle fonti18 ottobre 2026
Palazzo Montecitorio, a Roma, sede della Camera dei deputati.
Palazzo Montecitorio, a Roma, sede della Camera dei deputati. Foto: Alexkom000, Wikimedia Commons, CC BY 4.0.
42%soglia per il premio
3%sbarramento per i partiti
10%sbarramento per le coalizioni
3preferenze al massimo

La nuova legge, soprannominata Stabilicum, è in gran parte proporzionale: i seggi vengono divisi tra i partiti in base ai voti ricevuti. Il voto finale alla Camera si è svolto a scrutinio segreto e si è chiuso con 227 sì e 164 no. Il Senato l'aveva già approvata a metà settembre.

1Il premio di maggioranza

La lista o la coalizione che supera il 42% dei voti riceve seggi in più: 70 alla Camera e 35 al Senato. Secondo il testo riportato da ItaliaOggi, il premio scatta solo se la stessa forza supera la soglia in entrambe le Camere. In caso contrario non viene assegnato e quei seggi si distribuiscono in modo proporzionale.

Il premio ha anche un tetto: chi lo ottiene non può superare 220 deputati su 400 e 113 senatori su 200.

Camera
220/400
Senato
113/200
In rosso il tetto massimo per chi ottiene il premio. La linea bianca indica la maggioranza assoluta.

2Le soglie

Per entrare in Parlamento un partito deve prendere almeno il 3%, una coalizione almeno il 10%. È previsto anche un "ripescaggio": all'interno di una coalizione, la lista che arriva più vicina al 3% senza raggiungerlo può comunque ottenere seggi.

La riforma elimina quasi del tutto i collegi uninominali, quelli in cui vince un solo candidato, a favore dei collegi plurinominali con più eletti.

3Come si vota

Il primo nome di ogni lista, il capolista, è "bloccato": viene eletto per primo se il partito ottiene abbastanza voti, senza bisogno di preferenze. Per gli altri candidati si possono esprimere fino a tre preferenze, con una regola di alternanza di genere: se le preferenze vanno a persone dello stesso genere, quelle successive alla prima non valgono.

C'è poi una novità sul governo: partiti e coalizioni devono indicare nel programma il proprio candidato alla presidenza del Consiglio. Quel nome però non compare sulla scheda e non vincola il Presidente della Repubblica, che resta l'unico a nominare il capo del governo.

Le posizioni in campo

La maggioranza sostiene che la riforma garantirà governi più stabili e duraturi, da qui il soprannome. Le opposizioni hanno protestato in aula dopo il voto finale, e diversi esperti dubitano che il nuovo sistema produca davvero la stabilità promessa. Le preferenze sono state uno dei punti più contesi: a luglio un emendamento è stato bocciato in un voto segreto, e sono poi rientrate nel testo in una forma ridotta.

Quando si applica: le prossime elezioni politiche sono attese nel 2027, probabilmente in primavera. Sarà la prima volta che si voterà con queste regole.

Fonti

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